12 Giu Cerchi, maschere, danze: quando il gioco sfiora il sacro
In molti riti e feste, il gioco non è un intruso: è il modo in cui una comunità si avvicina a qualcosa che sente più grande di sé.
Johan Huizinga vede nella cultura antica un intreccio continuo tra rito e gioco: sacrifici, processioni, gare, danze sono azioni che si svolgono in spazi separati, con regole proprie, in un clima di attenzione e cura.
In questi contesti:
– si entra in un cerchio fisico o simbolico
– si indossano maschere o abiti particolari
– si ripetono gesti che non sono la vita di tutti i giorni
Huizinga parla di stagioni di gioco sacro, in cui la vita ordinaria viene sospesa per far spazio a un’altra qualità di esperienza.
Le maschere, in particolare, creano una soglia: chi le indossa gioca a essere altro, e allo stesso tempo viene percepito diversamente dagli altri.
Oggi, molte feste, cerimonie e pratiche comunitarie mantengono elementi di questo gioco sacro: danze collettive, momenti di travestimento, riti di passaggio.
Usare cerchi e riti nei percorsi di gruppo
Se ti interessa usare cerchi, maschere (anche metaforiche), danze e piccoli riti nei tuoi percorsi di gruppo, possiamo co‑disegnare esperienze che rispettano storie, credenze e limiti di chi partecipa.
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