19 Giu Play, gioco, ludus: come cambiano le parole, cosa resta
Le parole con cui nominiamo il gioco sono diverse, ma toccano spesso la stessa zona: un’area tra regole, possibilità e trasformazione.
Huizinga scrive in olandese, ma viene tradotto in inglese come Homo Ludens: A Study of the Play-Element in Culture.
In italiano parliamo di gioco, in latino troviamo ludus, in inglese distinguiamo play e game.
Ogni parola illumina un aspetto:
– gioco (italiano) tende a coprire sia gioco libero sia gioco regolato
– play (inglese) evoca anche musica, teatro, sperimentazione
– game indica più chiaramente un sistema di regole e obiettivi
– ludus (latino) unisce gioco, scuola, esercizio, spettacolo
Antropologi e studiosi del gioco notano che, sebbene ogni lingua abbia i propri termini, il fenomeno eccede sempre le definizioni: il gioco “cancella la realtà quotidiana e crea un mondo a parte”, pur continuando a influenzare la vita reale con modelli, aspettative, stili.
Per chi progetta esperienze
La cosa interessante, per noi che progettiamo esperienze, è riconoscere:
– quando parliamo di play (atteggiamento, esplorazione)
– quando parliamo di game (sistemi di regole)
– come vogliamo usare la parola “gioco” con le persone con cui lavoriamo
Costruire un glossario condiviso
Se ti interessa approfondire questo tema per scrivere, facilitare o progettare materiali, possiamo creare insieme un piccolo glossario condiviso per i tuoi contesti.
Scrivimi se vuoi scoprire insieme da dove iniziare
📩 elena@lunaitinerante.it | 344 017 0573
Fonti:
– Analisi comparate di Huizinga e Caillois.
– Studi su play/game e categorie antropologiche del gioco.
Approfondisci
L’arte di giocare
Dai tavolieri antichi ai videogiochi, dai tarocchi ai boardgame: un ciclo di articoli su segni, immagini e simboli del gioco attraverso la storia e le culture.
No Comments