21 Mar Ogni piega è una scelta. Ogni scelta, un ritorno a te.
Meditazione del fare – Entriamo in Con-Tatto
Uno spazio dove le mani guidano, il respiro si fa più ampio e qualcosa che non sapevi di portare con te trova, lentamente, una forma.
Tra le dita, qualcosa si rivela
Ci sono gesti che sanno più di noi. Non si spiegano subito, non si pianificano: accadono quando le mani sono occupate e la mente smette, per un momento, di guidare tutto.
In quel silenzio attivo nasce qualcosa di raro: la possibilità di incontrarti, di vedere come risponde il tuo corpo, cosa emerge quando smetti di controllare e inizi ad ascoltare.
Anni Albers, artista tessile e designer del Bauhaus
Un assaggio dell’esperienza
Un tempo per te, tra materia e presenza.
Non serve esperienza. Non serve saper fare. Serve solo arrivare con la disponibilità di chi è pronto a sorprendersi, a lasciare che le mani parlino prima delle parole.
La meditazione del fare diventa una soglia: il gesto si ripete, il respiro si stabilizza, e senza che te ne accorga, qualcosa dentro di te inizia a prendere forma.
Cosa accadrà quella sera? Lo scoprirai solo sedendoti al tavolo, con le mani già pronte a cominciare.
Il dono dei materiali semplici
C’è qualcosa di trasformativo nel lavorare con ciò che già esiste: oggetti usurati, carte con una storia, frammenti dimenticati in un cassetto. Non sono scarti. Sono memoria, sono potenziale, sono già parte di te.
Porta con te piccoli pezzi del tuo quotidiano, cose che hai già e che non usi più, e lascia che quella sera trovino un posto nuovo. Non nell’accumulo, ma nella trasformazione.
Perché l’arte di piegare
La carta, nelle mani, non è solo un materiale: è un dialogo. Ogni piega è una decisione, ogni gesto è una risposta alla forma che emerge. Non si tratta di fare la cosa giusta, ma di stare nel processo con attenzione.
L’origami, nella sua essenza più profonda, non chiede perfezione. Chiede presenza. Chiede di rallentare abbastanza da sentire la resistenza della carta, il momento in cui una piega cede, il respiro che accompagna ogni passaggio.
In molte tradizioni terapeutiche e educative, il lavoro con la carta viene usato proprio per questo: per abitare il presente senza fuggire da ciò che si sente, per scoprire cosa cambia quando le mani sono impegnate e la mente può finalmente posarsi.
A chi si rivolge
Il laboratorio è aperto a chiunque abbia voglia di sperimentare, indipendentemente dall’esperienza in meditazione o nelle pratiche creative.
È uno spazio accogliente, rispettoso dei ritmi di ciascuno, pensato per permettere a ogni persona di trovare il proprio modo di stare nell’esperienza.
Informazioni pratiche
Cosa portare:
materiali di recupero di piccole dimensioni che già possiedi (non comprati per l’occasione):
forbici, colla, vecchi bottoni, ritagli di stoffa, carta riciclata, perline, sticker, piume sintetiche, piccoli elementi significativi per te.
elena@lunaitinerante.it – 344 017 0573
La prenotazione è obbligatoria: i posti sono limitati e tenere un posto riservato è un gesto di cura verso te e verso gli altri partecipanti.
Quota di partecipazione: 40 euro — in promozione 30 euro
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