30 Mar Corpo in gioco: gare, gesti e relazioni nell’antichità
Quando il corpo entra in gioco, il mondo sembra restringersi a pochi gesti ripetuti. In quei gesti, spesso, ci troviamo.
Molte rappresentazioni greche e romane ci mostrano atleti in azione: pugili, lottatori, corridori, lanciatori di disco.
Sono corpi concentrati, talvolta tesi, talvolta in equilibrio.
In queste immagini vediamo:
– la precisione di un gesto ripetuto molte volte
– la relazione con il terreno, con l’aria, con l’attrezzo
– la presenza di chi guarda, parte del gioco anche senza muoversi
Il gioco, qui, è regolato: ci sono norme, tempi, limiti chiari.
All’interno di questi confini, il corpo esplora possibilità.
Oltre la performance
Oggi siamo abituati a vedere il corpo che gioca soprattutto in chiave di performance: risultati, tempi, punteggi.
Guardare le immagini antiche può aiutarci a rallentare lo sguardo.
Possiamo:
– notare il modo in cui il corpo si prepara
– vedere la concentrazione come una forma di presenza
– riconoscere il valore del gesto indipendentemente dal risultato
In un laboratorio, introdurre un gioco fisico semplice – una camminata consapevole, un esercizio di equilibrio, un lancio e presa con un oggetto – può diventare un modo per:
– rientrare nel corpo
– ascoltare il proprio ritmo
– sentire come si sta in relazione agli altri nello spazio
Rimettere il corpo in gioco
Se lavori con gruppi che passano molte ore seduti, o che vivono forte carico mentale, possiamo progettare insieme momenti in cui il corpo rientra nel gioco in modo rispettoso e accessibile.
Scrivimi se vuoi scoprire insieme da dove iniziare
📩 elena@lunaitinerante.it | 344 017 0573
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