03 Mar Scegli, con cura, la direzione della piega
Meditazione del fare – Entriamo in Con-Tatto
Usiamo le mani per aprire il cuore e scoprirci nuovi a noi stessi e agli altri. Uno spazio fuori dal tempo, in cui rallentare, respirare e lasciare che materiali semplici – recuperati, imperfetti, quotidiani – ti conducano dove non avevi previsto di andare.
Meditazione del fare con origami e materiali di recupero
Un assaggio dell’esperienza
Un tempo per te, tra carta e respiro.
Non serve saper meditare, né sentirsi creativi: basta arrivare con la curiosità di chi ha voglia di farsi sorprendere da ciò che nasce tra le dita quando il giudizio si fa da parte.
La meditazione del fare diventa una soglia: il gesto si ripete, la mente si quieta, l’attenzione si fa sottile e, quasi senza accorgertene, qualcosa dentro di te inizia a prendere una forma nuova.
Qualcosa verrà piegato, raccolto, custodito… il come e il cosa lo scoprirai solo sedendoti al tavolo, insieme agli altri.
Un invito a trasformare
Porta con te piccoli oggetti che già possiedi – bottoni, ritagli di stoffa, carte dimenticate, minuscoli pezzi di mondo – e lascia che trovino un nuovo posto nella storia che creerai quella sera.
È un invito a trasformare scarti e frammenti in una presenza nuova, più integra, che forse assomiglia un po’ di più a te.
Perché proprio l’arte di piegare
La carta nasce in Cina; nei secoli, le pieghe viaggiano e in Giappone diventano origami, un’arte che unisce gesto, simbolo e gioco.
Con pochi movimenti una superficie piatta si trasforma in una forma che racconta storie di fragilità e rinascita.
In molti contesti educativi e di benessere la piegatura della carta viene usata per allenare concentrazione, pazienza, coordinazione fine e capacità di problem solving, risultando adatta a diverse età e condizioni.
Quando si intreccia con la meditazione del fare, diventa un modo per rallentare, ridurre lo stress, coltivare presenza e creare ponti di inclusione: non servono abilità artistiche, ognuno trova il proprio passo.
A chi si rivolge
Il laboratorio è aperto a chi ha voglia di sperimentare e sperimentarsi, indipendentemente dall’esperienza in meditazione o in pratiche creative.
È pensato per essere accessibile e inclusivo, rispettoso dei tempi di ciascuno e attento alle relazioni che nascono nel gruppo.
Informazioni pratiche
Cosa portare: materiali di recupero di piccole dimensioni che già possiedi (non comprati per l’occasione): forbici, colla, vecchi bottoni, ritagli di stoffa, carta riciclata, perline, sticker, piume sintetiche, piccoli elementi significativi per te.
elena@lunaitinerante.it – 344 017 0573
La prenotazione è obbligatoria: i posti sono limitati per garantire cura, ascolto e spazio di lavoro adeguato a ciascun partecipante.
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