18 Apr Il contrasto come fattore umano
LABORATORIO ESPERIENZIALE
Il contrasto non è punto critico: è il luogo dove qualcosa chiede forma.
Un invito a guardare il disaccordo prima che diventi una montagna di non detti.
Succede in fretta. Una collega propone un modo diverso di impostare una riunione, tu avevi già immaginato tutto nei dettagli. Un figlio vede bene un weekend in solitudine, quando tu avevi in mente un programma di famiglia. Due sguardi diversi sulla stessa scena: qui nasce il contrasto, il punto in cui le esperienze di ciascuno si mettono accanto.
Finché resta fresco, il contrasto è un invito. Dice: “Guarda, qui non stiamo vedendo le cose allo stesso modo. Possiamo fermarci un attimo e far emergere che cosa conta davvero per ciascuno?”. È uno spazio in cui il fare quotidiano può allargarsi, diventare meno automatico e più consapevole.
Il punto è che spesso non ci fermiamo lì. Rimandiamo. Cambiamo discorso. Facciamo finta di nulla “per non peggiorare le cose”. Nel frattempo, ciò che non abbiamo detto si deposita dentro di noi e, giorno dopo giorno, diventa una montagna di cose sospese.
Quando finalmente qualcosa esplode, non stiamo più parlando del singolo contrasto: stiamo riversando mesi di non detti. Ed è lì che il corpo cambia tono, il respiro si accorcia, la voce si irrigidisce e il dialogo smette di essere un incontro.
«Ho solo bisogno di silenzio. È arrivato il tempo di tacere, di raccogliere i pensieri.»
Alda Merini
Il primo passo da esplorare
In questo percorso torniamo a guardare il contrasto nel momento in cui è ancora attraversabile. Non per eliminarlo, ma per riconoscerlo come un passaggio umano, quotidiano, persino prezioso. Dove c’è contrasto, spesso c’è anche qualcosa di vivo che chiede spazio.
Fare pratica su questo significa imparare a notare i segnali precoci: una frase trattenuta, una stanchezza che sale, un fastidio che si accumula. Significa anche non aspettare che la montagna diventi troppo alta per essere scalata.
Non si tratta di trovare formule giuste, ma di sviluppare una postura più presente: stare un po’ di più nel punto in cui le differenze appaiono, senza scappare né forzare.
A chi si rivolge
A chi si accorge che i contrasti, se ignorati, non generano soluzioni.
- • a chi vive relazioni familiari, professionali o di gruppo in cui qualcosa resta spesso sospeso;
- • a chi vuole fare pratica di ascolto prima che il confronto diventi scontro;
- • a chi desidera abitare le differenze con più chiarezza e meno fretta.
Un passo indietro, per vedere il filo
Questo articolo apre una delle soglie del percorso. Se vuoi vedere il disegno complessivo, puoi partire dall’articolo di presentazione.
Informazioni pratiche
– 18 maggio,
– 8 giugno,
– 22 giugno 2026
25062 Concesio (BS)
Quota di partecipazione: 120 euro per l’intero percorso di 4 incontri oppure 100 euro per iscrizioni entro il 25 aprile.
Per iscriverti puoi compilare il modulo online:
Modulo di iscrizione al percorso “Un solo silenzio”
Questo laboratorio nasce dentro L’Una Itinerante, uno spazio di cura, ascolto e creatività dedicato a chi desidera portare più presenza nelle proprie relazioni.
A cura di Elena Clementi · L’Una Itinerante
Facilitatrice Maieutica® – Operatrice Metodo ALF® di Luciana Landolfi
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