11 Mag Volti al tavolo: concentrazione, attesa, silenzi
Quando il gioco mette a fuoco non tanto le carte, quanto ciò che si legge negli occhi.
In molte opere sul gioco d’azzardo, il nostro sguardo è guidato non solo verso tavoli e oggetti, ma verso i volti.
Vediamo persone:
– chine sulle carte
– con espressioni tese o serene
– perse in un pensiero che non possiamo conoscere
Il tavolo diventa allora un contesto, mentre il vero centro è la persona:
il suo modo di stare, respirare, scegliere.
Riconoscere le emozioni in gioco
In un percorso di gruppo, osservare questi volti può aprire domande come:
– quali emozioni riconosciamo?
– quali espressioni vediamo spesso anche nei nostri contesti di lavoro o di cura?
– cosa ci succede quando ci sentiamo “in gioco” davanti agli altri?
Parlare di questi quadri può offrire un linguaggio condiviso per nominare tensioni e aspettative, senza puntare il dito su nessuno.
Dare parole gentili allo stress
Se senti che nel tuo gruppo servono parole più gentili per parlare di stress, pressione e decisioni, possiamo partire da questi volti.
Scrivimi se vuoi scoprire insieme da dove iniziare
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