22 Giu Giocare insieme: communitas, liminalità, soglie condivise
Quando entriamo in un gioco di gruppo, per un po’ non siamo più solo ruoli: siamo persone che attraversano la stessa soglia.
Victor Turner descrive i riti di passaggio come processi con tre fasi: separazione, liminalità, riaggregazione.
Nella fase liminale:
– le persone non sono più ciò che erano
– non sono ancora ciò che diventeranno
– vivono una condizione “di mezzo”, spesso condivisa
Turner chiama communitas quel tipo di legame che può nascere in questi momenti: un senso di comunità più orizzontale, meno legata alle gerarchie abituali.
Molti giochi di gruppo, campi, ritiri, momenti intensivi assomigliano a piccoli riti di passaggio: ci si separa dal quotidiano, si entra in un tempo altro (con regole e attività diverse), poi si rientra nella vita di prima, spesso con nuovi sguardi.
Progettare il gioco come spazio di communitas
Pensare il gioco come uno spazio in cui può nascere communitas ci invita a:
– progettare con cura i confini (chi partecipa, per quanto tempo, con quali accordi)
– prestare attenzione a come si entra e come si esce dal gioco
– creare luoghi di debriefing in cui ciò che è emerso possa trovare parola e integrazione
Oltre il “momento divertente”
Se vuoi usare il gioco come strumento di coesione nei gruppi con cui lavori, possiamo costruire percorsi che tengano conto di queste fasi e non si fermino al solo “momento divertente”.
Scrivimi se vuoi scoprire insieme da dove iniziare
📩 elena@lunaitinerante.it | 344 017 0573
Fonti:
– V. Turner, The Ritual Process e scritti su liminalità e communitas.
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