21 Set Disegnare il gioco con cura: simboli, immagini, gesti
Disegnare il gioco con cura: simboli, immagini, gesti
Ogni icona, ogni pedina, ogni colore racconta qualcosa del modo in cui vediamo le persone che giocano.
Dopo aver attraversato l’iconografia del gioco nell’arte, nei giochi da tavolo e nei videogiochi, arriva una domanda pratica: come disegnare oggi simboli e immagini di gioco che siano allineati con i valori che ci stanno a cuore?
Progettare l’iconografia di un gioco, di un workshop, di un percorso formativo significa:
– scegliere cosa rendere visibile e cosa lasciare sullo sfondo
– decidere chi vediamo rappresentato
– definire che tipo di esperienza vogliamo facilitare
In questo ultimo articolo del ciclo Iconografia del gioco ti accompagno in alcune linee guida per disegnare sistemi iconografici di gioco chiari, inclusivi, consapevoli, ispirandoci a buone pratiche di game design, social semiotica e design etico.
Dal segno all’esperienza: cosa comunica un’icona
Nel game design, si parte spesso da una domanda semplice: che cosa deve comunicare questa icona?
Le icone servono a semplificare regole, orientare l’attenzione, evocare emozioni adeguate al contesto.
Una stessa icona può:
– rassicurare (ad esempio simboli di casa, cura, pausa)
– attivare (simboli di rischio, sfida)
– confondere, se è ambigua o troppo vicina ad altri significati
La social semiotica ci ricorda che ogni scelta visiva porta con sé ideologie, ruoli, stereotipi, anche quando non lo intendiamo.
Per questo, è utile chiedersi: cosa potrebbe vedere una persona che non mi conosce? che storie sto implicando con questi segni?
Iconografie inclusive: quando tutti trovano il proprio posto
Guide recenti all’inclusive game design insistono su alcuni principi comuni:
– usare visuali diversificate (corpi, età, abilità, tratti somatici)
– non associare sempre gli stessi ruoli agli stessi corpi
– evitare di basare l’informazione solo sul colore (abbinare colore + forma)
Per i materiali analogici:
– usare buona leggibilità (contrasto, dimensione dei font, icone chiare)
– considerare elementi tattili (rilievi, texture) quando possibile
Un gioco o un workshop “inclusivo” non è solo accessibile tecnicamente: rappresenta chi gioca in modo rispettoso e permette a persone diverse di riconoscersi.
Ritmi visivi: silenzi, pieni e vuoti nei materiali di gioco
Una buona iconografia non è fatta solo di cosa mettiamo, ma anche di quanto e dove.
Nel board game design si raccomanda di non affollare carte e plance di simboli, usare spazi vuoti per far respirare l’informazione, mantenere coerenza nelle posizioni (per esempio costo sempre in un angolo, effetto sempre in un altro).
Lo stesso vale per canvas, schede, slide:
– troppi simboli possono stressare
– pochissimi simboli possono rendere tutto opaco
Trovare un ritmo visivo adatto significa ascoltare il corpo di chi guarda: che cosa sente di poter gestire senza affaticarsi?
Uso del rischio: rappresentare il caso senza glorificarlo
Simboli di rischio e ricompensa — dadi, monete, jackpot, barre che si riempiono all’improvviso — hanno un forte impatto sul comportamento.
Linee guida di design etico suggeriscono di:
– evitare sistemi che imitano meccaniche di azzardo quando non è necessario
– rendere trasparenti probabilità, tempi, limiti
– progettare per un coinvolgimento sostenibile, non per “tutto il tempo possibile”
Anche nei contesti formativi possiamo chiederci:
– come rappresentiamo il rischio?
– che tipo di ricompense visive scegliamo (se le scegliamo)?
– le nostre metafore di gioco spingono più sulla pressione o sulla possibilità?
Call to action: un invito a giocare con consapevolezza
Alla fine di questo percorso, l’iconografia del gioco può diventare:
– uno strumento di cura (rendere visibili bisogni, limiti, risorse)
– un modo di includere (rappresentare storie diverse)
– una pratica di consapevolezza (scegliere simboli e parole in linea con i nostri valori)
Se vuoi ripensare i segni con cui inviti persone e gruppi a giocare — nei tuoi workshop, nelle tue formazioni, nei tuoi materiali — possiamo farlo insieme, partendo da dove ti trovi ora.
Scrivimi se vuoi scoprire insieme da dove iniziare.
📩 elena@lunaitinerante.it | 344 017 0573
Fonti ispiratrici
– Board game iconography e UX.
– Linee guida per giochi accessibili e inclusivi.
– Social semiotics e visual design nei giochi.
– Riflessioni su simboli, rischio e scelte nei giochi moderni.
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