06 Apr Giochi di strada: il riso come spazio condiviso
Tra sassi, palle e piccole corse, la piazza diventa scuola di convivenza.
In molte immagini medievali appaiono bambini e adulti che giocano all’aperto: nelle piazze, nei cortili, lungo le strade.
Non sempre riconosciamo le regole, ma vediamo corpi che si muovono, oggetti semplici, sguardi che si incrociano.
Il gioco di strada:
– è accessibile: basta poco, una palla, un cerchio, un sasso
– è visibile: tutti vedono, tutti possono avvicinarsi
– è condiviso: chi passa può fermarsi, guardare, entrare
In questi gesti, la comunità impara a coordinarsi, a fare spazio, a provare.
Dal passato agli spazi di oggi
Oggi, molti dei nostri giochi avvengono in spazi chiusi o su schermi.
Guardare queste scene può ricordarci il valore di luoghi dove il gioco è visibile, riconosciuto, considerato parte della vita pubblica.
Possiamo chiederci:
– quali piazze, cortili, corridoi potrebbero tornare a ospitare gioco?
– quali oggetti semplici basterebbero per farlo nascere?
– chi potrebbe sentirsi invitato, e chi rischia di restarne fuori?
Riportare il gioco nello spazio condiviso
Se stai pensando a modi per riportare il gioco in piazza, in cortile, in azienda, possiamo immaginare insieme attività semplici e inclusive.
Scrivimi se vuoi scoprire insieme da dove iniziare
📩 elena@lunaitinerante.it | 344 017 0573
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