02 Giu Quando la riunione non basta
Ci sono riunioni che finiscono e lasciano tutti un po’ più stanchi di prima. Decisioni che sembravano prese e invece tornano. Conversazioni che girano in tondo. Un senso vago chbenee il tempo non sia stato usato bene.
Non è colpa di nessuno. O meglio: non è colpa della riunione in sé. La criticità nasce perchè stiamo usando lo stesso formato per cose molto diverse.
Una riunione non basta quando ci vuole qualcosa di diverso.
Informare non è coinvolgere. Aggiornare non è decidere insieme. Presentare non è pensare collettivamente. Eppure usiamo la stessa stanza, gli stessi orari, lo stesso formato per fare tutte queste cose.
Il risultato è che chi avrebbe qualcosa da dire non parla. Chi ha già deciso riempie lo spazio. Chi è seduto al tavolo è presente con il corpo ma lontano con la testa.
Esistono format diversi per far emergere il pensiero collettivo: approcci in cui tutti parlano, non solo i più loquaci. In cui le idee prendono forma prima di essere giudicate. In cui il silenzio ha un valore, non è solo imbarazzo.
Cambiare il formato di una riunione non è una questione estetica. È una scelta su chi può contribuire — e chi invece resta invisibile.
Nell’ultima riunione a cui hai partecipato, chi ha parlato di più? Chi ha taciuto?
La risposta dice molto su come funziona davvero il tuo gruppo — e su quanto del suo potenziale viene ancora usato.
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